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6 COSE DA SAPERE SE VUOI DIVENTARE UN FILMMAKER

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Il cinema è una delle più alte forme di intrattenimento e cultura.

È la settima arte che ispira, informa, commuove e diverte. Il cinema è anche memoria e storia, è un fiume di parole e immagini che scorrono lasciando sempre e comunque una traccia.

Ma il cinema è anche un mondo che dà lavoro a tantissime persone. Sono molte le aziende, i professionisti, le istituzioni, gli appassionati e i cultori che ruotano intorno a quella che qualcuno chiama industria cinematografica.

E sono anche molte le forme che ogni volta questa industria prende, a seconda di quanto si produce.

Può nascere il cortometraggio e il lungometraggio. Ci sono festival dedicati in Italia e nel Mondo. Ci sono produzioni nazionali e internazionali. Ci sono cooproduzioni e il cinema indipendente. Ci sono i professionisti del cinema e gli artigiani del cinema, ma anche chi si arrangia come può per dar vita ad una propria creazione, come un disegno a mano libera, un dipinto senza essere pittore.

Nel cinema anche questo si può, perché all’arte non si possono mettere confini.

Eppure, una cosa che va difesa, è la qualità garantita da chi a quest’arte ha dedicato la propria vita, se stesso, le proprie competenze e professione. Tutti possono fare cinema, ma non tutti lo sanno fare!

Ogni anno in Italia nascono nuovi professionisti che iniziano a lavorare nel campo dei mass-media.

E quando si parla di filmmaking e filmmaker, oltre a parlare di cinema, si ha l’obbligo di citare anche la televisione, e perché no, anche il web. Va però fatta una distinzione, e questo perché bisogna definire e circoscrivere l’argomento filmmaking.

Fare il filmmaker per il cinema è diverso che farlo per la tv, ed è ancora diverso farlo per il web.

È una diversità che non riguarda solo il linguaggio e lo stile, ma il modo di lavorare.

Fatta questa premessa però, ci sono chiavi, segreti del mestiere e qualità professionali che bisogna avere qualunque sia l’ambito in cui si lavora. È una precisazione d’obbligo, alla quale faccio seguire poche parole che non sono una provocazione: fare questo mestiere non è cosi affascinante come sembra.

Ad esempio, una delle difficoltà che incontrano i filmmakers è la instabile continuità nel lavoro. Infatti, lavorare in modo costante non è semplice perché di fatto vieni chiamato per realizzare un lavoro, anzi vieni scelto per realizzare quel lavoro per cui ti reputano il professionista più adatto.

Insomma, ti viene commissionata la realizzazione di un prodotto, e potrebbero chiamare tanto te quanto un altro, quindi è difficile garantirsi una stabilità lavorativa. Inoltre le produzioni, sia cinematografiche, sia televisive, sia pubblicitarie, sia web, durano sempre per un periodo ben definito e spesso breve.

Quando la produzione del film, del programma tv o d’altro finisce, tu di fatto torni ad essere “libero”, e non a caso sei un free-lance, un libero professionista. Chi non è pronto a vivere questo status, molto probabilmente non si sentirà free-lance, ma periodicamente disoccupato, e non è piacevole…La passione però, riesce a farti superare questa e altre tantissime sfide. La prima sfida, e la più importante da vincere, è quella con te stesso: devi credere nel tuo talento.

Il talento infatti va oltre la tecnica, ma la tecnica è al servizio dell’arte.

Una cosa che ritengo importante oltre al talento è la capacità di far emergere il proprio stile. Distinguersi è sempre una sfida, ma se la vinci sarai inconfondibile. Ma mentre talento e stile sono qualità personali, ci sono capacità professionali che ogni filmaker deve possedere.

Prima di percorrere insieme questa guida però, voglio specificarti che ho messo al centro delle 6 cose il mestiere del filmmaker prevalentemente nel cinema.

Se sei pronto quindi, possiamo iniziare.

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6 COSE DA SAPERE SE VUOI DIVENTARE UN FILMMAKER

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1) DISTINGUERE I RUOLI PROFESSIONALI

Se hai deciso di iniziare a lavorare come filmmaker devi assolutamente saper distinguere i ruoli professionali delle persone che lavorano su un set.

Proprio perché è necessario sapere con chi lavori e a chi rivolgerti per cosa, ti elenco di seguito i ruoli cinematografici più importanti e quali “skills” bisogna possedere per riuscire ad eccellere in quel campo.

Vediamoli uno ad uno:

a) PRODUTTORE ESECUTIVO (PRODUCER)

È un ruolo di centrale importanza perché il produttore viene coinvolto sin dalle prime fasi di lavorazione. Ha la responsabilità del budget, dell’organizzazione e della realizzazione produttiva.

È colui che imposta il processo di realizzazione del film.

Si assicura che la sceneggiatura sia terminata, ha il compito di organizzare il finanziamento e di ingaggiare le maestranze, ossia le persone che lavoreranno sul set.

È una figura fondamentale nel processo del film, poiché è il direttore d’orchestra della produzione e deve fare in modo che tutto funzioni per il meglio.

Quali abilità bisogna avere per fare il produttore:

  • Senso degli affari
  • Visione creativa
  • Gestione delle risorse umane
  • Capacità di negoziazione
  • Problem solving
  • Conoscenza dei processi televisivi e cinematografici
  • Buone doti di comunicazione
  • Capacità di pianificazione

b) REGISTA (DIRECTOR)

Il regista è colui che ha la supervisione delle riprese e del montaggio.

Per questo motivo viene sempre indicato come l’autore del film a causa del coinvolgimento creativo e artistico nei confronti dell’opera. Molte volte, soprattutto quando si parla di “opera prima” il regista è anche SCENEGGIATORE del film.

Quali abilità bisogna avere per fare il regista:

  • Visione creativa
  • Capacità decisionali
  • Lavorare in team
  • Stakanovismo

c) SCENEGGIATORE (SCREENWRITER)

Lo sceneggiatore ha il compito di realizzare la scrittura del film.

Una buona sceneggiatura dovrebbe permettere a chi la sta leggendo di immaginare come il film funzionerà sullo schermo e dovrebbe possedere una trama affascinante ma anche commerciale.

Quali abilità bisogna avere per fare lo sceneggiatore:

  • Conoscenza dei formati di sceneggiatura
  • Conoscenza del proprio target
  • Capacità di caratterizzare ogni singolo personaggio
  • Saper lavorare in squadra
  • Essere capace di lavorare sotto stress e sotto scadenza
  • Creatività
  • Essere in grado di scrivere visivamente

d) DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA (DOP)

Il direttore della fotografia chiamato anche DOP (Director of Photography) è il responsabile dei processi fotografici, dell’illuminazione e dei movimenti della M.D.P. (Macchina da Presa o Telecamera).

Durante la lavorazione del film il DOP lavora a stretto contatto con il regista utilizzando lo storyboard che consiste nell’illustrare, frame by frame, le singole inquadrature che verranno poi girate sul set.

Quali abilità bisogna avere per fare il DOP:

  • Ottima conoscenza dei processi fotografici
  • Conoscenza delle tecniche di illuminazione
  • Essere in grado di prendere decisioni veloci
  • Avere un’ottima visione artistica
  • Essere creativo
  • Conoscere profondamente l’importanza dei colori

e) SCENOGRAFO (PRODUCTION DESIGNER)

Lo scenografo ha il compito di sviluppare la struttura visiva dell’opera cinematografica. È colui che imposta la realizzazione del set.

Dopo aver letto la sceneggiatura e aver parlato con il regista, lo scenografo realizza dei disegni tematici del set dove includerà gli oggetti di scena, l’illuminazione degli angoli, i costumi, i luoghi, la grafica ed altri requisiti tecnici.

Quali abilità bisogna avere per fare lo scenografo:

  • Capacità di progettazione
  • Conoscenza approfondita del mondo dell’arte
  • Ispirare e motivare una squadra
  • Avere una buona comunicazione
  • Usare tatto e diplomazia
  • Senso pratico

f) COSTUMISTA (COSTUME DESIGNER)

Il costumista è il responsabile dell’immagine e della caratterizzazione visiva degli attori e delle attrici nella creazione del film.

Il costumista passa attraverso l’ideazione, la messa in opera, la ricerca, la progettazione degli accessori e l’acquisto degli abiti indossati che aiutano a definire ogni personaggio del set.

Quali abilità bisogna avere per fare lo scenografo:

  • Creatività
  • Capacità di progettazione
  • Conoscenza della storia della moda e del costume
  • Organizzazione
  • Conoscenza dei tessuti

g) MONTATORE (EDITOR)

Il montatore è un tecnico altamente qualificato che tramite dei software di montaggio assembla le sequenze girate del film per farle diventare narrazione filmica.

L’editor lavora a stretto contatto con il regista e il DOP.

Insieme al suo team lavorerà inoltre per l’aggiunta di suoni, voci e musica.

Quali abilità bisogna avere per fare il montatore:

  • Attitudine tecnica
  • Conoscenza dei software di editing
  • Capacità di creare ritmo e tensione
  • Pazienza e cura dei dettagli
  • Capacità organizzative
  • Visione d’insieme

h) ATTORI

Per chi guarda un film gli attori sono la parte più tangibile e visibile di una produzione.

Dietro ad ogni attore però, c’è un regista che lo dirige, un DOP che lo illumina, uno sceneggiatore che gli fornisce le battute ed un costumista che ha creato uno stile appropriato.

Tuttavia, non esiste film senza attore. Viceversa, non esiste un personaggio famoso senza un cast tecnico e artistico che lo supporti.

L’attore però ha un ruolo centrale nella buona riuscita del film perché ne interpreta emozioni, personaggi e ispirazione.

2) LO SCHEMA D’ILLUMINAZIONE A 3 LUCI

La tecnica d’illuminazione a 3 luci è un metodo standard utilizzato nei media visivi come il cinema o la televisione.

Si tratta di un sistema semplice ma versatile che costituisce la base della maggior parte dell’illuminazione.

Una volta capito questo schema si è sulla buona strada per comprendere tutta l’illuminazione.

Se vuoi approfondire questo argomento, ne ho parlato ampiamente in questo articolo. Al momento, ti faccio vedere solo una foto.

Lo schema d'illuminazione a tre luci

 

3) LA TEMPERATURA COLORE

Capire cos’è la temperatura colore è una delle regole fondamentali della fotografia ed è necessario impararlo se si vuole iniziare a lavorare come videomaker.

In breve, ciascuna sorgente di luce ha un proprio colore (temperatura colore) che va dal rosso al blu.

Candele, tramonti e lampadine al tungsteno emanano una luce che va verso il rosso (quindi caldo) mentre un cielo azzurro emana una luce blu (quindi fredda).

La temperatura di colore si misura in gradi Kelvin (K°).

Generalmente, colori freddi come il blu hanno temperature di colore con più di 7000 gradi Kelvin mentre colori caldi come il rosso si trovano intorno ai 2000 gradi Kelvin. Quando si imposta manualmente il bilanciamento del bianco (white balance) su una telcamera amatoriale si può scegliere tra una serie di opzioni tra cui lampadina al tungsteno, luce del sole oppure ombra.

Se invece stai lavorando con una telEcamera professionale, potrai indicare manualmente i gradi Kelvin da te preferiti.

Su questo argomento, ho scritto un post che ti chiarirà le idee. Lo trovi qui.

4) CREARE UNO STORYBOARD

Lo storyboard è uno strumento utilizzato da molti filmakers che consiste nell’illustrare, frame by frame, le singole inquadrature che verranno poi girate sul set.

I disegni possono essere semplici schizzi o vere opere d’arte.

Sta a te e alle tue capacità artistiche. Tutto ciò che ti serve è un foglio di carta, una matita e tanta immaginazione…

Lo storyboard ti aiuterà a:

FISSARE LE INQUADRATURE: Ogni riquadro dello storyboard rappresenta un’inquadratura.

Oltre al piano che hai scelto di utilizzare (primissimo piano, primo piano, mezzo busto, piano americano, figura intera e totale), dovrai stabilire la scenografia, la posizione degli oggetti e degli attori/comparse.

DETERMINARE L’AZIONE E IL DIALOGO: Sotto il box dell’inquadratura, puoi aggiungere un piccolo box dove indicare l’azione dei personaggi e il dialogo. Qui sotto trovi un esempio di storyboard creato da Nicolas Wambolt, un disegnatore tedesco.

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5) UTILIZZARE UN SOFTWARE DI EDITING

 Se credi che raccontare storie con le immagini sia la tua missione, dovrai allora imparare a montare.

Ad oggi, esistono tantissimi software che possono aiutarti in questo intento ma i più noti e anche i più utilizzati sono due:

a) ADOBE PREMIER PRO
b) AVID MEDIA COMPOSER

Vediamoli insieme:

ADOBE PREMIER PRO: Adobe Premier Pro è un software di editing non lineare appartenente alla famiglia di Adobe Creative Cloud.

Premier Pro utilizza un’interfaccia elegante e molto intuitiva capace di importare qualsiasi tipo di supporto, dalle immagini registrate con un telefonino fino ai video girati a 5K.

Facilmente integrabile con Prelude CC, utile per archiviare e trasferire contenuti multimediali, Speed Grade per la Color Correction ed After Effects per la grafica animata, Premiere Pro ha guadagnato l’approvazione dell’industria video convincendo molti specialisti ad utilizzarlo.

AVID MEDIA COMPOSER: Usato da centinaia di professionisti Avid Media Composer è un programma complesso, ricco di strumenti e settaggi che aumentano enormemente il potenziale creativo del montatore.

Fino alla versione 2.5 rilasciata nel 2006, la piattaforma era disponibile solo come hardware.

A partire dalla versione 2.5 invece, Avid è disponibile come software con componenti hardware opzionali. Avid Media Composer è disponibile sia per Mac OS X e Microsoft Windows.

Ora però, facciamo un piccolo break. Se il post è di tuo gradimento e vuoi restare aggiornato sul fantasioso mondo dei filmakers, ti chiedo un piccolo gesto. Un click qui sotto mi farebbe molto felice:

6) CREARE IL PROPRIO STILE

Che sia concreta o astratta, l’oggetto di un’opera d’arte deve essere espresso con la forma, ossia un insieme di convenzioni utilizzate per percepire, valutare e definire un’opera d’arte.

I filmakers devono mettere a fuoco e suscitare emozioni con due sensi importantissimi: la vista e l’udito.

È con questi che si può esplorare un film.

Ma oltre a questi c’è un elemento insostituibile che fa la differenza in un’opera d’arte: l’empatia. Gli strumenti che stimolano vista e udito, e che sono capaci di stimolare empatia sono innumerevoli e di conseguenza, la loro combinazione genera diversi stili infiniti.

Quando si dice che la tecnica è al servizio dell’arte si intende però sottolineare che per creare un proprio stile è necessario avere familiarità e dimistichezza con gli strumenti che possono aiutarti a manifestarlo e farlo emergere.

Se sei fermamente convinto di iniziare la professione del filmmaker, allora distinguerti e avere un tuo stile ti permetterà di “firmare” i tuoi lavori non solo con il tuo nome, ma con il tuo modo di realizzare le immagini.

Ora sono davvero tutte le cose da sapere.

E tu? Quali tra questi punti preferisci? Non esitare a scriverlo nei commenti 😉


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