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COME SCATTARE FOTOGRAFIE IN BIANCO E NERO: LA GUIDA DEFINITIVA

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Per molti fotografi scattare immagini in bianco e nero è più di una scelta creativa: è una forma mentis.

Del resto, se anche tu fai parte della mia generazione (over 40), sai esattamente di cosa sto parlando.

Siamo cresciuti con le immagini dei più grandi fotografi del secolo scorso: Henry Cartier-Bresson, Robert Doisneau, Andre Kertesz e moltissimi altri, e ricordo che quando avevo 14 anni, facevo sega a scuola per scappare nella biblioteca del mio quartiere e sfogliare i libri dei miei fotografi preferiti.

Consegnavo il mio documento, mi dirigevo nel reparto della fotografia e li, avvolto dall’odore di carta ammuffita, mi perdevo nelle immagini scattate dai miei eroi.

Ho sempre amato la fotografia in bianco e nero perché a differenza delle immagini a colori, per questo tipo di scatti, devi prestare più attenzione ad elementi come l’illuminazione, la prospettiva o il contesto in cui vengono realizzate.

Prima di iniziare a leggere la mia dettagliata guida per scattare delle belle fotografie in bianco e nero, ecco 9 fotografi che ti suggerisco assolutamente di andare a studiare.

Ad apprendere dai grandi fotografi non ne gioveranno soltanto i tuoi occhi, ma anche i tuoi scatti.

Inoltre, ho voluto concentrarmi più sulle immagini scattate che sulla loro biografia.

Se senti la necessità di approfondire la conoscenza di un fotografo in particolare, non ti resta che digitare il suo nome su Google e studiare le sue opere.

Iniziamo!

1) TONI FRISSEL

Toni Frissell (1907-1988) è stata una fotografa statunitense nota per le sue fotografie di moda scattate durante la Seconda Guerra Mondiale.

Oltre alle fotografie di moda, la Frissel amava scattare ritratti di bambini e di donne di ogni ceto sociale.

Ecco i suoi principali album:

  • A Child’s Garden of Verses (1944)
  • Bermuda: The Happy Island (1946)
  • Mother Goose (1948)
  • The King Ranch, 1939-1944 (1965)
  • Tethered, by Amy MacKinnon (Agosto 2008)

Ecco, invece, alcuni dei suoi scatti che più preferisco:

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2) LARRY TOWELL

Larry Towell (1953) è un fotografo canadese, vincitore nel 1994 del prestigioso World Press Photo of Year.

Towell ha lavorato per moltissimi anni come fotografo freelance in aree di conflitto e di disordini sociali.

Ha, al suo attivo, più di tredici libri di fotografia, centinaia di pubblicazioni su riviste e mostre in tutto il mondo.

Ha documentato la guerra e le sue vittime civili in Paesi come El Salvador, Guatemala, Nicaragua, Palestina, Libano, Vietnam e Afghanistan.

Ecco le sue opere più famose:

Ecco, invece, i suoi scatti più famosi:

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3) GARRY WINOGARD

Garry Winogard (1928-1984) è stato un fotografo americano protagonista indiscusso della street photography statunitense.

I suoi insoliti angoli di ripresa, l’inquietante senso del tempo e la capacità di catturare immagini bizzarre di persone, luoghi e cose, lo hanno reso uno dei fotografi più influenti della sua generazione.

Winogrand scattava quasi sempre con un obiettivo 28mm, il che significa, che per la maggior parte dei suoi scatti, doveva essere sempre molto vicino ai suoi soggetti.

È stato estremamente prolifico, e anche se è morto molto giovane (56 anni), ha creato un vasto corpus di opere (circa 1 milione) che hanno documentato la società degli Stati Uniti nel corso di tre decenni.

Ho imparato molto da Winogrand.

Ho imparato a scattare tanto, ad intrufolarmi nelle situazioni che capitano nelle strade delle grandi città, ho anche imparato a staccarmi emotivamente dai miei scatti.

Garry è stato un grande fotografo che ha influito moltissimo sul mio modo di concepire la fotografia, ma anche la vita.

A proposito: qui puoi vederlo in un video che lo ritrae mentre fotografa in strada!

Ecco, invece, le sue opere più famose:

Ed ora… i suoi scatti!

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4) SALLY MANN 

Sally Mann (Lexington 1951) è una fotografa americana famosa per i ritratti in bianco e nero della sua famiglia.

Le sue immagini sembrano antiche perché, ad oggi, non utilizza ancora le camere digitali.

Mann, per i suoi scatti, adopera una fotocamera a soffietto 8×10 mentre, per stampare, utilizza dei processi di stampa con il platino e il bromuro.

Ecco due delle sue immagini:

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5) HENRI CARTIER-BRESSON

Pioniere indiscusso del fotogiornalismo, Cartier-Bresson (1908-2004) è stato un fotografo francese vissuto nel secolo scorso.

Considerato come uno dei maggiori artisti del XX° secolo, ha documentato i più grandi eventi mondiali, dalla guerra civile spagnola alle rivolte francesi del 1968.

Il suo approccio alla fotografia è sempre stato lo stesso: disprezzava la post-produzione perché riteneva che tutte le modifiche dovessero essere fatte al momento della creazione dell’immagine.

La sua attrezzatura era composta da un obiettivo 50mm, e se proprio ne aveva bisogno, di un obiettivo da 90mm più lungo.

Durante una sua esposizione a New York nel 1935, Cartier-Bresson strinse un’amicizia con un altro fotografo, Paul Strand, che aveva iniziato a sperimentare con il cinema.

Ispirato da ciò che vide, Cartier-Bresson tornò in Francia dove iniziò a lavorare con il cineasta francese Jean Renoir.

Nel corso dei successivi tre anni, lavorò ad una serie di film di Renoir, tra cui il suo più acclamato “La regle Du Jeu” (1939).

Ecco alcuni dei suoi scatti più famosi:

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6) LARRY LOUIE

Il fotografo documentarista Larry Louie ha una doppia carriera.

Nella sua clinica di optometria è il Dott. Louie che si impegna a migliorare la vista delle persone che vivono nel suo nucleo urbano; nel resto del mondo, invece, è un famoso fotografo documentarista che esplora le vite degli indigeni che vivono per lo più nel Sudamerica.

Il suo lavoro ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali tra cui l’IPA Lucie Award, il Premio National Geographic Photo Essay e molti altri.

Ecco alcune delle sue opere:

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7) JOSEF KOUDELKA

Josef Koudelka, uno dei massimi esponenti della street photography, è diventato famoso per i suoi scatti in bianco e nero realizzati con i Rom itineranti di tutta Europa.

Laureatosi nel 1961 in Ingegneria Aeronautica, ben presto abbandonò la sua carriera da ingegnere per dedicarsi completamente alla fotografia.

I Rom divennero subito un suo interesse permanente poiché era attratto dalla loro musica e dalla loro cultura.

Ha trascorso lunghi periodi di convivenza con loro.

Più tempo ci passava, più nomade e semplice diventava la sua stessa vita.

Oltre ai Rom, i suoi principali progetti sono quelli realizzati durante la caduta del muro di Berlino del 1988 e quelli della guerra in Beirut del 1991.

Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosissimi premi e riconoscimenti come il Prix Nadar (1978), il Grand Prix National de la Photographie (1989), l’Henri Cartier Bresson Award (1991), l’Hasselblad Prize (1992), il Centenary Medal della Royal Photographic Society (1998) e l’International Center of Photography Infinity Award (2004).

Ecco alcuni dei suoi scatti più famosi:

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8) ANSEL ADAMS

Ansel Adams è stato un fotografo americano divenuto famoso per le sue iconiche immagini del West americano, tra cui quelle realizzate al Yosemite National Park.

Da bambino Adams fu ferito nel tremendo terremoto del 1906 di San Francisco, quando una scossa di assestamento lo gettò fuori casa e andò a sbattere su un muro del giardino.

Il suo naso rotto non è mai stato correttamente impostato, rimanendo storto per il resto della sua vita.

Nel 1916, in seguito ad un viaggio nello Yosemite National Park, iniziò a sperimentare con la fotografia, imparando le tecniche di composizione e quelle della camera oscura.

La svolta professionale arrivò in seguito alla pubblicazione del suo primo portfolio intitolato Parmelian Prints of the High Sierras, che includeva la sua famosa immagine Monolith, the Face of Half Dome.

A proposito, eccola:

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Tra il 1929 e il 1942 Ansel Adams sviluppò il suo lavoro e la sua reputazione concentrando il suo stile sui dettagli e sulle grandi forme, dalle montagne alle fabbriche.

Ha vissuto per tanto tempo in Nuovo Messico con altri artisti tra cui ricordiamo Alfred Stieglitz, Georgia O’Keeffee e Paul Strand.

Ecco alcune delle sue principali opere:

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9) ELLIOTT ERWITT

Elliott Erwitt non ha sicuramente bisogno di presentazioni.

Fotografo e cineasta americano di origine francese, è noto per la sua straordinaria capacità di catturare l’umorismo e l’ironia della vita di tutti i giorni.

Studiò fotografia al Los Angeles City College e nel 1948, quando si trasferì definitivamente a New York, frequentò importanti corsi di fotografia e di cinema presso la New School for social research fino al 1950.

A New York, Herwitt incontrò i più grandi fotografi del momento come Edward Steichen, Roy Stryker e Robert Capa e si fece da loro ispirare.

Erwitt fu ingaggiato dalla Magnum negli anni 50, per documentare la produzione cinematografica di set per film come On the Waterfront del 1955 o The Seven Year Itch del 1954, in cui realizzò dei fantastici scatti a Marlon Brando e Marilyn Monroe.

Per tutto il decennio e soprattutto negli anni ’60, Erwitt continuò ad avere accesso alle più importanti star del mondo, fotografando Jacqueline Kennedy, Fidel Castro, Che Guevara, Jack Kerouac e moltissimi altri.

Oltre al fotogiornalismo, Erwitt divenne famoso per le sue fotografie di cani e nel 1974 pubblicò il suo primo libro di cani, intitolato Son of Bitch.

Ecco i suoi scatti più famosi:

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Bene, finisce qui la nostra premessa.

Prima di continuare con la lettura dell’articolo, ti suggerisco di andare a studiare i fotografi che ti ho appena nominato.

Guardando e studiando le immagini degli altri infatti, potrai allargare la tua visione della fotografia, e a guadagnarci saranno le tue immagini.

Passiamo ora alla seconda parte dell’articolo: come scattare fotografie in bianco e nero.

Si comincia!

Leggi anche:

COME SCATTARE FOTOGRAFIE IN BIANCO E NERO:
LA GUIDA DEFINITIVA
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1) INTRODUZIONE ALLA FOTOGRAFIA IN BIANCO E NERO

La fotografia in bianco e nero ha una storia che dura ormai da più di un secolo.

Quando nel 1861 fu scattata la prima immagine a colori infatti, la fotografia monocromatica esisteva già da circa 35 anni.

Anders Petersen, uno dei maggiori esponenti della fotografia in bianco e nero, afferma: “In bianco e nero ci sono più colori della fotografia a colori”!

Wow, ci avevi mai pensato?

Prima dell’avvento della fotografia digitale, l’unico modo per scattare delle immagini monocromatiche era quello di usare la pellicola in bianco e nero.

Entravi in un negozio di fotografia, acquistavi la tua pellicola preferita e il gioco era fatto.

Il difficile però, arrivava nel momento in cui si passava alla fase di postproduzione.

Se volevi stampare le tue foto in modo professionale infatti, l’unico modo era quello di lavorarci dentro la camera oscura.

Ma in quanti conoscevano gli acidi che bisognava adoperare?

Con l’arrivo del digitale invece, lavorare in bianco e nero è diventato molto più semplice: oggi, infatti, ti basta settare la fotocamera in modalità monocromatica (controlla sempre il manuale d’istruzioni della macchina fotografica che hai acquistato), e il gioco è fatto.

Ma qual è, oggi, il miglior modo per scattare le fotografie in bianco e nero?

In questo lungo e complesso articolo scoprirai quali sono le tecniche utilizzate dai migliori fotografi del mondo per realizzare fotografie monocromatiche.

Prima però sento la necessità di spiegarti il perché amo così tanto la fotografia in bianco e nero.

Innanzitutto sono convinto che scattare in modalità monocromatica sia più semplice.

Dico davvero…

Lavorare in bianco e nero significa che dovrai concentrarti maggiormente sull’esposizione e sulla composizione del tuo scatto.

I colori non esistono.

Sono morti!

Un altro fattore importante è la sua versatilità.

La fotografia in bianco e nero infatti si adatta a qualsiasi tipo di fotografia: ai ritratti, ai paesaggi, all’architettura.

E non solo!

La fotografia monocromatica si adatta bene a quasi tutte le situazioni di illuminazione.

Mentre la fotografia a colori funziona meglio nei giorni di sole, con la fotografia in bianco e nero la scarsa illuminazione può essere utilizzata per trasmettere un particolare stato d’animo.

Trovo che il processo creativo messo in atto con le immagini in bianco e nero sia molto più artistico rispetto a quello con le fotografie a colori.

È come plasmare l’argilla: puoi modellarla in una miriade di forme diverse.

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2) BIANCO E NERO VERSUS MONOCROMATICO

Innanzitutto una specifica: come avrai notato, nel testo che hai appena letto, uso sempre due termini che si riferiscono alla stessa cosa, bianco e nero e monocromatico.

In realtà queste due espressioni non sono identiche.

La parola monocromia significa letteralmente “di un solo colore”.

Per questo motivo, le foto monocromatiche possono avere la tonalità di un determinato colore, pur essendo in bianco e nero.

Le fotografie in bianco e nero, invece, non hanno nessun colore.

Sono composte solamente dai neri, dai grigi e dai bianchi.

Attenzione però: oggi è diventato d’uso comune utilizzare le due parole per esprimere lo stesso concetto.

Per questo motivo, durante la lettura di questo articolo, le userò entrambe indistintamente.

Ora, per farti un esempio, osserva le due foto qui sotto che ho scattato mentre sorvolavo l’Albania.

La prima è la tipica fotografia in bianco e nero; nella seconda, invece, ho aggiunto un leggero filtro color seppia.

Non credi che siano molto diverse tra di loro?

Più avanti nell’articolo scoprirai come aggiungere una tonalità diversa alle tue fotografie in bianco e nero tramite Photoshop, il più potente e sofisticato software di editing fotografico.

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3) IMPOSTAZIONE DELLA FOTOCAMERA PER SCATTARE IN BIANCO E NERO

Come ho già accennato, prima dell’avvento della fotografia digitale, scattare fotografie in bianco e nero era una scelta specifica.

Si caricava il rullino sulla propria macchina fotografica e per le successive 24 o 36 esposizioni non si aveva altra scelta che scattare in modalità monocromatica.

Ovviamente non era possibile vedere i risultati  fino a quando la fotografia non veniva sviluppata e stampata nella camera oscura.

Oggi i tempi sono cambiati.

Scattare fotografie in bianco e nero infatti, è diventato molto più semplice.

Ti basterà settare la tua fotocamera in modalità monocromatica. Nel momento in cui lo farai però, potresti scoprire che i risultati non sono così come li immaginavi.

Inoltre, grazie ai potenti software di editing fotografico (Photoshop o Lightroom), potresti convertire la tua foto a colori in bianco e nero in un battito di ciglia.

– Ok Francesco, perché allora devo settare la fotocamera in modalità monocromatica se posso poi lavorarci su Photoshop? – 

In primo luogo potresti non voler perdere il tuo tempo a processare i tuoi scatti su Photoshop: è un lavoro che richiederà molto tempo. In secondo luogo, anche se stai pensando alla fase di post-produzione, potresti voler vedere in anteprima le tue fotografie in bianco e nero e questo è l’unico modo.

Spetta a te la scelta a seconda del risultato che vuoi.

In questo paragrafo vedremo nel dettaglio come impostare la fotocamera in modalità monocromatica, esplorando le opzioni disponibili e offrendo alcuni suggerimenti per ottenere risultati migliori.

a) COME IMPOSTARE LA MODALITÀ BIANCO E NERO SULLA TUA FOTOCAMERA

Impostare la fotocamera per scattare in bianco e nero è in genere molto semplice.

Ti basterà individuare l’apposito settaggio e cambiare l’output in monocromatico.

I produttori dei principali marchi in circolazione, chiamano questa impostazione con nomi diversi.

In caso di dubbio, controlla il manuale d’istruzioni.

Impostazione bianco e nero

Attenzione però: è importante capire che, a differenza della pellicola, settare la fotocamera in modalità monocromatica è un’impostazione puramente di elaborazione.

Il sensore infatti, continuerà a registrare le immagini a colori, e se registrerai i file RAW oltre al JPEG, le avrai entrambe.

In poche parole, il file RAW sarà a colori mentre il file JPEG, sarà in bianco e nero.

Facile, no?

Inoltre, il software di elaborazione RAW del produttore, riconoscerà la tua intenzione di scattare in bianco e nero, e di conseguenza, visualizzerà sullo schermo le immagini senza nessun colore.

Se preferisci avere una versione a colori dello scatto, sarà sufficiente cambiare l’impostazione.

4) FILTRI COLORATI: QUESTI SCONOSCIUTI

Nel tuo percorso di aspirante fotografo ti sarai sicuramente imbattuto nei cosiddetti filtri colorati.

Questi sono dei semplici pezzi di vetro che vengono utilizzati per una moltitudine di motivi, primo tra cui per la gestione dell’illuminazione durante lo scatto.

I filtri servono per ridurre al minimo l’abbagliamento o il riflesso, aiutano a migliorare i colori e riducono la luce che entra nell’obiettivo.

E per le fotografie in bianco e nero?

A cosa servono?

Bene, cerca di capire correttamente quanto sto spiegando perché questo ti servirà non solo per diventare un buon fotografo ma anche un buon filmmaker.

Quindi concentrati e continua con la lettura!

Quando utilizzi un filtro colorato davanti ad un obiettivo, questi riuscirà a bloccare tutti i colori (RGB: Red, Green & Blu) ad eccezione del colore del filtro.

Ad esempio, se stai utilizzando un filtro di colore rosso, questo lascerà passare il colore rosso, bloccando invece il verde e il blu.

Dato che tutti i colori che conosciamo vengono formati dalla combinazione dei tre colori principali (rosso, verde e blu), i filtri sono in grado di bloccare specifici colori a seconda della loro combinazione di colori.

Ad esempio, un filtro verde farà apparire verde un oggetto giallo (che è una combinazione del verde con il rosso), poiché il colore rosso della combinazione dei colori è bloccata!

È chiaro?

Questo è ciò che accade se stiamo scattando in modalità colore.

Cosa succede, invece, se stiamo scattando in bianco e nero?

Ricordati sempre una cosa: i filtri colorati, nella fotografia in bianco e nero, schiariscono i colori della stessa tinta del filtro mentre scuriscono i colori che vengono bloccati.

Quindi se stai fotografando un paesaggio con il cielo blu e usi un filtro blu, il cielo apparirà più luminoso se convertito in bianco e nero; viceversa, se usi un filtro verde o rosso, in questo caso il cielo apparirà molto più scuro.

Dai un’occhiata a questa foto che ho scattato la scorsa estate al porto di Anzio:

Come utilizzare i filtri nella fotografia in bianco e nero

Ma qual è l’effetto dei principali filtri su una specifica fotografia in bianco e nero?

Vediamolo insieme:

a) FILTRO ROSSO

A differenza dei principali filtri colorati, quello rosso riesce a dare un effetto drammatico alla tua immagine.

Come abbiamo visto nella foto precedente, il cielo diventa più scuro e l’emozione che trasmette è di angoscia e tristezza.

Se scatti una fotografia a dei fiori di un prato, spesso c’è poco differenza tra il fiore e il prato.

Grazie al filtro rosso invece, il contrasto tra i due elementi si fa più netto, e la fotografia diventerà più interessante ed avvincente.

Attenzione però: la maggior parte delle fotocamere con misurazione TTL, non è in grado di correggere automaticamente la gradazione del filtro.

Per questo motivo, ti suggerisco di scattare sempre aprendo il diaframma di almeno due stop!

b) FILTRO GIALLO

Quello giallo è sicuramente il filtro più utilizzato dai fotografi che amano scattare immagini in bianco e nero.

Molti di essi, ad esempio, lo utilizzano per  far emergere le nuvole in una giornata uggiosa. Il filtro giallo, infatti, oscura il cielo blu creando un ottimo equilibrio tra i due elementi.

Nel ritratto, invece, il filtro giallo schiarisce i toni della pelle aggiungendo naturalezza e semplicità all’immagine scattata.

c) FILTRO ARANCIONE

Nella fotografia in bianco e nero il filtro arancione viene considerato una via di mezzo tra il filtro giallo e quello rosso.

Se sei uno street photographer il filtro arancione rende i neri più piacevoli aumentando il contrasto tra i diversi oggetti impressi sull’immagine.

Per i ritratti, invece, il filtro arancione riduce i difetti della pelle e da al volto un aspetto più limpido e sano.

d) FILTRO VERDE

Meno popolare rispetto ai filtri che abbiamo appena visto, il filtro verde viene utilizzato soprattutto per la fotografia di paesaggio poiché rende il verde dei prati e del fogliame molto più leggero rispetto a quello a cui siamo abituati.

Nella fotografia di ritratto invece, il filtro verde viene utilizzato per migliorare il tono della pelle soprattutto quando si scatta con la luce al tungsteno.

Adesso, lascia che ti dia un consiglio…

Circa tre mesi fa infatti, sono dovuto andare in Bulgaria per lavoro, e per festeggiare l’evento, ho acquistato una serie di filtri che mi hanno veramente lasciato a bocca aperta.

La casa produttrice è la GOBE e quelli di seguito sono i principali filtri colorati progettati per la tua fotografia in bianco e nero.

Attenzione però: prima di acquistarli non dimenticare di controllare il diametro dei tuoi obiettivi!!!

 

4) LE MIGLIORI FOTOCAMERE MONOCROMATICHE REALIZZATE PER I TUOI SCATTI IN BIANCO E NERO

Come abbiamo già visto, fino a due decenni fa, per scattare una foto in bianco e nero si aveva bisogno di una serie di strumenti che si potevano acquistare in qualsiasi negozio di attrezzatura fotografica.

Bisognava possedere una macchina fotografica, un rullino in bianco e nero, e per finire una camera oscura dove poter sviluppare e poi stampare le proprie fotografie.

Poi i tempi sono cambiati…

Con la comparsa della fotografia digitale infatti, scattare in modalità monocromatica è diventato molto più semplice.

Tuttavia, le migliori case produttrici mondiali hanno iniziato a fabbricare delle fotocamere che scattassero unicamente in bianco e nero.

Ma cos’è che rende migliore una fotocamera monocromatica rispetto ad una semplice fotocamera digitale?

La maggior parte delle fotocamere digitali in circolazione dispongono di appositi filtri colorati che vengono sovrapposti al sensore quando si cattura un’immagine a colori.

Questo processo però, che viene chiamato demosaicizzazione, interferisce con la capacità del sensore di catturare l’intero spettro della luce disponibile.

Questo significa che anche se la modalità monocromatica di una fotocamera digitale può fare un buon lavoro, non sarà mai in grado di raggiungere gli stessi livelli di bianco e nero di una fotocamera monocromatica.

Per questo motivo, in questo paragrafo, scoprirai quali sono le 2 migliori fotocamere monocromatiche attualmente in commercio.

Si parte…

a) LEICA M MONOCHROME

La Leica Monochrom è una fotocamera che offre qualcosa in più rispetto alle altre fotocamere digitali: e questo qualcosa è dato dall’esperienza di scatto che è assolutamente unica.

Sono sempre stato affascinato dall’idea di una fotocamera digitale che riuscisse a scattare fotografie unicamente in bianco e nero.

Ed per questo motivo che, appena uscì la Leica M Monochrom, la andai a provare direttamente dal rivenditore.

Ricordo ancora quel giorno: entrai nel negozio, mi avvicinai al bancone e chiesi al commesso se potevo provare la nuova Leica Monochrome.

Il rivenditore spalancò gli occhi, poi mi fece un sorriso, si piegò in avanti e prese il piccolo gioiellino da un cassetto situato alla sua sinistra.

Appena la presi in mano, il mio modo di concepire la fotografia cambiò.

E da quel giorno decisi che la mia vita sarebbe stata al servizio di ciò che amo di più: la fotografia. 😉

Passiamo ora a parlare delle principali caratteristiche di questa fotocamera.

La Leica M Monochrom è una fotocamera monocromatica a telemetro digitale.

Rilasciata all’inizio del 2012, la camera è diventata ben presto famosa perché è piuttosto difficile da usare. 

La camera, ad esempio, non ha l’autofocus.

Questo significa che dovrai regolare tu la messa a fuoco grazie all’apposita ghiera situata intorno all’ottica.

Inoltre, la camera non ha il WiFi, il GPS e l’NFC, tutte caratteristiche che hanno le più comuni fotocamere digitali.

Nonostante questo, la Leica Monochrom ha un sensore full-frame da 24 Megapixel e un’ISO variabile dai 320 ai 25600 che la rendono la migliore fotocamera monocromatica oggi in commercio.

b) FUJIFILM X-PRO1 M

Se pensi che la Leica Monochrom costi un po’ troppo, allora non puoi perderti l’innovativa Fujifilm X-Pro1.

Parlare di questa fotocamera è come parlare di una divinità.

La Fujifilm X-Pro1 è la migliore fotocamera che io abbia mai avuto il piacere di avere in mano.

Ha un prezzo molto basso e possiede delle caratteristiche straordinarie.

Per intenderci, credo che le fotocamere monocromatiche della Fuji possano essere paragonate alla Leica M ma con prestazioni, sotto molti aspetti, molto più elevate.

E se ami la street photography, non dimenticare di acquistare il mio obiettivo preferito: il Fujinon 35mm/2.

5) PHOTOSHOP: I MIGLIORI METODI PER CONVERTIRE LE IMMAGINI IN BIANCO E NERO

Ed eccoci arrivati al paragrafo più interessate di questo lungo articolo.

Se sei un fotografo o un filmmaker, allora avrai sicuramente sentito parlare di Photoshop, il più potente software di postproduzione di immagini.

Grazie a Photoshop infatti, convertire le tue immagini in bianco e nero sarà davvero un gioco da ragazzi.

Attenzione però: i modi per modificare le tue foto in bianco e nero sono davvero moltissimi. 

Quelli che troverai di seguito sono quelli che io preferisco e con cui ci lavoro quotidianamente.

Vediamoli insieme:

a) CONVERSIONE SEMPLICE DA IMMAGINE A COLORE A IMMAGINE IN BIANCO E NERO

Il metodo più semplice per convertire le tue fotografie a colori in bianco e nero, è quello di desaturare i colori.

Se utilizzi Photoshop, ti basterà andare su “immagine”, scendere su “regolazioni” e cliccare su “bianco e nero” (Ctrl + Maiusc +U).

Il risultato che otterrai è quello di un’immagine desaturata priva di qualsiasi colore.

Però, c’è dell’altro!

Una volta cliccato su “bianco e nero” infatti, ti si aprirà una finestra con dei cursori colorati.Muovendo questi cursori, andrai ad aumentare o a diminuire dei colori specifici, e a questo punto il tuo scatto cambierà di intensità e di luminosità.

Guarda ad esempio questa immagine.

L’ho scattata durante uno dei miei ultimi viaggi nel sud-est asiatico:

Ora, invece, guarda la stessa immagine desaturata:

Ed ecco, infine, l’immagine in bianco e nero lavorata grazie ai cursori colorati:

Come puoi notare, la foto ha acquistato un certo spessore rispetto a quella desaturata.

Il gioco consiste nel far risaltare i colori principali.

In questo caso, chiudendo il rosso e il cyan, ho scurito drasticamente il cielo.

Dopodiché, aumentando il giallo, il livello di contrasto è aumentato conferendo all’immagine un aspetto più tridimensionale.

Prova a giocare tu stesso con i cursori, testa diversi settaggi e…

…buon divertimento!

a) CONVERSIONE IN BIANCO E NERO CON I FILTRI DI NIKCOLLECTION

La suite ultraprofessionale della Nik Collection è composta da 7 plug-in creativi da installare direttamente su Photoshop.

La suite fornisce tutti i filtri, i rendering e gli strumenti di fotoritocco utili per creare delle immagini straordinarie.

Nello specifico, la suite è composta dai seguenti filtri:

  • Analog Efex Pro
  • Color Efex Pro
  • Silver Efex Pro
  • Viveza
  • Dfine
  • Sharpener Pro
  • HDR Efex Pro

Ogni tool è sviluppato con una interfaccia grafica all’incirca identica, ma le funzionalità sono molto diverse.

Apriamo dunque la nostra suite alla voce Silver Efex Pro:

Come puoi notare, a destra troverai una serie di parametri da considerare per trasformare la tua foto in bianco e nero.

Nello specifico hai:

  • Regolazioni globali: da qui potrai calibrare l’immagine rispetto alla luminosità, al contrasto e alla struttura
  • Regolazioni selettive: qui potrai trovare tutto ciò che ti sarà utile per creare delle maschere alla tua foto
  • Filtro colore: i filtri più interessanti da aggiungere all’immagine
  • Tipi di pellicola: i principali tipi di pellicola da poter simulare
  • Regolazioni finitura: dove potrai scegliere i parametri inerenti alla tonalità, alla vignetta e ai bordi dell’immagine

Facile, no?

Ed ecco un paio di foto che ho scattato in India, editate grazie a questa suite!

Bene, siamo giunti al termine di questo lungo articolo.

Spero davvero che ti sia piaciuto perché al suo interno ho messo tutto quello che so sulla fotografia in bianco e nero.

Ora tocca a te!

Se vuoi indicarci un plug-in, un metodo o il tuo modo per convertire le tue immagini a colori in immagini in bianco e nero, non esitare a scriverlo nei commenti.

Un abbraccio e buon lavoro!

Francesco


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