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COS’E’ LA FOTOGRAFIA E QUALI SONO LE DIFFERENZE TRA LA FOTOGRAFIA DIGITALE E QUELLA ANALOGICA

cose-la-fotografia

Negli ultimi vent’anni ho incontrato tantissime persone, amici e non, che puntualmente mi hanno fatto sempre le stesse domande:

Francesco, in cosa consiste il tuo lavoro?

Come funziona uno studio televisivo?

Mi puoi insegnare ad accendere una telecamera? E la macchina fotografica?

Mi è sempre piaciuto insegnare e ogni volta mi sono divertito a dare risposte per soddisfare le loro domande.

Amo raccontare del mio lavoro, svelare i trucchi del mestiere e condividere tutto ciò che deve sapere un buon filmmaker!

Se anche tu hai deciso di iniziare questa professione oppure sei solo amante della materia, sei capitato nel posto giusto.

In questo primo post ti spiegherò una cosa fondamentale: cos’è la fotografia.

Tutti i registi dovrebbero saper scattare una foto, fare un’inquadratura o saper tenere in mano una telecamera.

Ma questo è solo il mio pensiero….

Ti avverto subito. Questo post sarà molto lungo. Quindi mettiti comodo e inizia con me questo viaggio che dura ormai da più di un secolo.

Ok, iniziamo…

LA FOTOGRAFIA: COME FUNZIONA UNA MACCHINA FOTOGRAFICA REFLEX (SLR)

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La fotografia è senza dubbio una delle più importanti scoperte degli ultimi secoli. Grazie alla sua invenzione possiamo catturare i momenti della storia e conservarli per gli anni a venire.

Il termine fu coniato alla fine del 1800 ed è la combinazione di due parole greche: foto che significa luce e graphein che significa disegno.

La macchina fotografica è costituita da tre componenti principali:

  • Una componente ottica (Lente)
  • Una componente chimica (Film o pellicola)
  • Una componente meccanica (La macchina fotografica stessa)

Con l’avanzare della tecnologia le macchine fotografiche si sono sempre più evolute ma il sistema per scattare la foto rimane lo stesso.

In questa guida parlerò della REFLEX (SLR), ossia quella macchina fotografica in cui il fotografo vede esattamente la stessa immagine che vede la pellicola.

Lo so, oggigiorno non si scatta più con la pellicola ma per farti capire il processo è necessario partire da questo strumento.

Come già detto, il componente ottico della macchina fotografica è la lente, chiamata obiettivo. Il suo compito consiste nel prendere la luce che rimbalza su un oggetto e la reindirizza alla camera per creare un’immagine reale.

La maggior parte delle lenti hanno superfici sferiche. Una superficie che curva verso l’esterno viene chiamata convessa mentre, una superficie che curva verso l’interno viene chiamata concava.

Di seguito trovi un’illustrazione che rappresenta i vari tipi di lenti (fonte: WIKIPEDIA)

Lenti fotograficheQuando la luce attraversa la lente (l’obiettivo), va a colpire il componente chimico (la pellicola).

La pellicola è costituita da milioni di grani fotosensibili posati su una striscia di plastica. Quando questi grani vengono colpiti dalla luce subiscono una reazione chimica.

Quando la pellicola è terminata viene esposta ad altre sostanze chimiche che reagiscono ai grani fotosensibili. Nelle pellicole in bianco e nero tale processo produce un negativo dove le aree più chiare appaiono più scure e viceversa, le aree più scure appaiono più chiare. Quando la fotografia viene stampata l’immagine verrà trasformata in positivo.

La pellicola a colori invece, è costituita da tre diversi strati, uno rosso, uno verde e uno blu. Quando la pellicola viene sviluppata questi tre strati sono esposti a sostanze chimiche che tingono gli strati di pellicola.

Per stamparla, la foto viene trattata con tre diversi sviluppatori coloranti. I tre colori sono il ciano (una combinazione di verde e blu), il magenta (una combinazione tra rosso e blu) e il giallo (una combinazione tra il verde e il rosso).

 

Tecniche-di-fotografiaVediamo insieme la foto qui sopra. (fonte: WIKIPEDIA)

  1. FILM
  2. Sottostrato
  3. Strato sensibile rosso
  4. Strato sensibile verde
  5. Filtro giallo
  6. Strato sensibile blu
  7.  Filtro UV
  8. Strato protettivo
  9. Strato sensibile alla luce

Per creare una foto bisogna tenere la pellicola in completa oscurità fino a quando è il momento di scattare. Nel momento dello scatto si alza un dispositivo chiamato OTTURATORE che permette alla luce di colpire la pellicola.

Ed è qui che viene il bello. Infatti se la luce non è abbastanza la fotografia sarà scura (sottoesposta) e viceversa, se l’otturatore resterà per troppo tempo aperto, allora entrerà troppa luce e la fotografia sarà troppo chiara (sovraesposta).

La giusta esposizione dipende dalla dimensione dei grani fotosensibili. La dimensione dei grani è indicata sul contenitore della pellicola e viene denominata ISO.

Generalmente gli ISO partono da 100 e arrivano fino a 6400. La pellicola 100 ISO è ottimale per gli scatti in pieno sole mentre un film di 1600 ISO dovrebbe essere utilizzato in condizione di scarsa luce.

A seconda degli ISO della pellicola si stabilisce la velocità di apertura dell’otturatore. L’otturatore è un meccanismo costituito da due tendine tra la lente e la pellicola. Quando si scatta la foto le tendine si aprono, e la luce va a colpire il film.

Ok Francesco. Ma come faccio a capire quanta luce deve entrare?

Ti spiego…

Per capirlo devi prendere in considerazione due fattori:

  • Quanta luce passa attraverso la lente (obiettivo).
  • Per quanto tempo viene esposta la pellicola.

Per aumentare o diminuire la quantità di luce che passa attraverso l’obiettivo, bisogna modificare le dimensioni del DIAFRAMMA, una serie di piccole piastre di metallo che si aprono e si chiudono per regolare la quantità di luce che si vuol far passare dall’obiettivo.

Per capirci, è lo stesso meccanismo dell’iride del nostro occhio. Quando il diaframma è tutto aperto l’ottica cattura più luce e viceversa, quando il diaframma è tutto chiuso passa poca luce.

La sua apertura può essere controllata da un anello posto alla base dell’ottica ed è costituito da dei numeri che vengono chiamati con la sigla f o f-stop.

In quasi tutte le fotocamere, a volte anche quelle digitali, i numeri del diaframma partono da  f22 (f /22) diaframma tutto chiuso, 16 (f / 16), f / 11, f / 8.0, f / 5.6, f / 4.0, f / 2.8, f / 2.0, f / 1.8 diaframma tutto aperto.

Ricapitoliamo…

Quando si scatta una fotografia la quantità di luce che hai impostato tramite il diaframma passerà attraverso la lente e colpirà, per il tempo che avrai scelto per l’otturatore, la pellicola.

La velocità dell’otturatore potrai selezionarla tramite una ghiera con sopra dei numeri che partono da una frazione di secondo fino ai tempi lunghissimi anche di alcuni secondi.

Di seguito trovi una tipica serie di tempi di otturazioni in frazione di secondo:

8; 4; 2; 1; ½; ¼; ⅛; 1/15; 1/30; 1/60; 1/125; 1/250; 1/500; 1/1000; 1/2000; 1/4000.

8 sta per 8 secondi mentre 1/4000 sta per un quattromillesimo di secondo.

Quindi, per scattare una foto con la giusta esposizione, sarà necessario bilanciare la sensibilità della pellicola (ISO), la velocità dell’otturatore e l’apertura del diaframma.

Per bilanciare questi tre fattori, ogni macchina fotografica ha nel suo interno un apparecchio chiamato esposimetro. Basterà fare l’inquadratura, scegliere le diverse opzioni e l’esposimetro ti dirà approssimativamente se la foto è esposta in modo corretto.

Prima di continuare però, ti chiedo un piccolo favore. Un click qui sotto significherebbe che apprezzi il mio lavoro e mi dai la forza per andare avanti.

In più, rimarrai aggiornato sui miei articoli! 😉

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LA FOTOGRAFIA: COME FUNZIONA UNA MACCHINA DIGITALE

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La tecnologia alla base di una macchina digitale è costituita da un sensore di luce e un programma. Il sensore è un CCD, sigla che sta per CHARGE COUPLED DEVICE. Il programma invece, è il FIRMWARE ed è incorporato direttamente nel circuito della macchina fotografica.

Esiste anche un altro tipo di sensore che prende il nome di CMOS che sta per COMPLIMENTARY METAL OXIDE SEMICONDUCTOR. La differenza tra i due sensori risiede nella meccanica. Il principio rimane lo stesso.

Ora torniamo al nostro sensore CCD. Immaginalo come una griglia composta da milioni di piccoli quadrati. Ognuno di questi quadrati cattura l’energia luminosa e la converte in energia elettrica. Ogni condizione di luce genera una carica elettrica diversa.

Ogni carica elettrica viene interpretata dal programma filmware le traduce in informazioni come il colore e la quantità luce. Per intenderci, quello che faceva il componente chimico e quello ottico nella macchina reflex.

Questa processo di trasformazione è molto simile a quello dei monitor.

Ecco un esempio:

Fotografia-digitale-tecnica

Infatti, se hai mai guardato un televisore da vicino, avrai notato che l’immagine è costituita da milioni di piccoli punti colorati che vengono chiamati pixel.

I pixel sono composti da tre colori di base, il rosso, il verde e il blu. Variando l’intensità di ciascuno di essi si possono ottenere centinaia di colori.

Quando guardiamo un monitor il nostro cervello trasforma automaticamente i pixel in un’immagine in movimento.

Nella macchina digitale avviene esattamente il contrario. La luce e l’oggetto che viene fotografato passa per l’obiettivo e colpisce il sensore della camera (CCD o CMOS)

Infatti, la fotografia che viene scattata è composta da un insieme di numeri che descrivono i dettagli dell’immagine.

Quando la fotografia viene caricata su un computer, il software che stai utilizzando trasforma i numeri in un’immagine…

Esattamente come queste….. L’ho scattate durante uno dei miei viaggi in India da una macchina digitale…

India-01-Francesco-Menghini

india-02a-Francesco-Menghini

Quello che ti ho detto fin qui può sembrare un excursus prettamente tecnico ma se sei appassionato di fotografia o se ti è mai capitato di restare incantato davanti ad una foto o un’immagine in movimento, saprai che quanto trattato fin qui è anche poesia.

Parlare di pixel, macchine fotografiche, emulsioni, lenti e triacetati di cellulosa è solo un modo per imparare ad utilizzare gli strumenti che ti permettono di esprimere un’emozione.

Come uno scrittore che impara ad usare la penna…

Con la stessa naturalezza imparerai ad usare questi strumenti se hai davvero talento.

Voglio chiudere con una domanda. Qual è l’immagine che nella tua vita ha più impressionato i tuoi occhi?

Quell’immagine l’hai scattata? E solo un ricordo o è diventata una foto?

Se lo è diventata, puoi condividerla postandola nei commenti.


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8 Comments on “COS’E’ LA FOTOGRAFIA E QUALI SONO LE DIFFERENZE TRA LA FOTOGRAFIA DIGITALE E QUELLA ANALOGICA

Mr Tozzo
2016-07-06T09:29:26+00:000000002631201607 a 2016-07-06T09:29:26+00:000000002631201607

Finalmente un post chiaro che spiega alcuni concetti base importanti per fare una buona foto.

Letto, condiviso e adottato su Facebook.

Rispondi
Francesco Menghini
2016-07-07T08:25:04+00:000000000431201607 a 2016-07-07T08:25:04+00:000000000431201607

Grazie Andrea, siamo solo agli inizi. Spero che ti piaccia il mio lavoro perché ho cose straordinarie da scrivere 😉 Un saluto

Rispondi
Fabio Cristiano
2016-07-06T12:09:04+00:000000000431201607 a 2016-07-06T12:09:04+00:000000000431201607

L’immagine che più’ ha impressionato i miei occhi durante la mia vita? Facile! La notte di un cielo stellato, d’estate, quando la volta celeste sembra più’ nitida e le stelle tante e più’ vicine (per ovvie ragioni). Ho cercato di fotografarlo alcune volte ma non avendo a disposizione un equipaggiamento sufficientemente potente il risultato e’ stato abbastanza mediocre. (Posso chiedere una cosa? …Si?! Bene. Mah la persona che ti ha fatto la domanda sulla luce te l’ha fatta metre scrivevi il post? 😉

Rispondi
Francesco Menghini
2016-07-07T08:34:44+00:000000004431201607 a 2016-07-07T08:34:44+00:000000004431201607

ahahahah si Fabio, ce l’avevo accanto a me e continuava a chiedermelo 😉 … Per quanto riguarda la tua immagine, beh, se la hai nella testa significa che puoi trasformarla in foto. Certo, in condizioni notturne è tutto un altro discorso ma sappi che con poca attrezzatura puoi fotografarla anche con uno smartphone 😉
Un abbraccio

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Fabio Cristiano
2016-07-08T22:15:58+00:000000005831201607 a 2016-07-08T22:15:58+00:000000005831201607

Lo so che posso fotografare un cielo stellato anche con uno smartphone, ma con quale risultato? Con un ottica professionale e l’equipaggiamento giusto l’effetto sarebbe quello voluto soprattutto di notte. In realtà’ fotograficamente parlando prediligo il portrait al ‘landscape’. Alla tua domanda avrei potuto trovare più di una risposta, ho scelto quella che con un po di emotività mi e’ venuta per prima alla mente. Ti faccio un in bocca al lupo per il tuo progetto.

Rispondi
Fabio Cristiano
2016-07-08T22:25:44+00:000000004431201607 a 2016-07-08T22:25:44+00:000000004431201607

Se poi ti riferivi al fatto che anche uno smartphone in condizioni di luce adeguate, adoperato da una persona competente su di un soggetto stabile può fare buone foto, ne sono al corrente 🙂

Rispondi
manuel ferra
2018-08-31T13:59:58+00:000000005831201808 a 2018-08-31T13:59:58+00:000000005831201808

articolo ben dettagliato mi sei stato molto d’aiuto

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Francesco Menghini
2018-09-03T11:29:32+00:000000003230201809 a 2018-09-03T11:29:32+00:000000003230201809

Grazie mille Manuel 😉

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