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15 Agosto 2023

MAN RAY: QUELLO CHE MI HA INSEGNATO SULLA FOTOGRAFIA




Dipingo ciò che non può essere fotografato e fotografo ciò che non desidero dipingere. Se è un ritratto che mi interessa, un volto o un nudo, userò la mia macchina fotografica. È più veloce che fare un disegno o un dipinto. Ma se è qualcosa che non posso fotografare, come un sogno o un impulso inconscio, devo ricorrere al disegno o alla pittura. Per esprimere quello che sento uso il mezzo più adatto a esprimere quell’idea, che è sempre anche quello più economico. Non mi interessa affatto essere coerente come pittore, e come creatore di oggetti o come fotografo. Posso usare diverse tecniche, come i vecchi maestri che erano ingegneri, musicisti e poeti allo stesso tempo. Non ho mai condiviso il disprezzo dei pittori per la fotografia: non c’è competizione, pittura e fotografia sono due media impegnati in percorsi diversi.

Man Ray

Nella vastità del panorama artistico, pochi nomi brillano con la stessa intensità di Man Ray.

Un virtuoso delle sfumature visive e un’anima audace che ha plasmato l’estetica del suo tempo, Man Ray si è eretto ad icona dell’innovazione artistica. La sua presenza nel mondo dell’arte ha generato onde di creatività che continuano a lambire le rive della fotografia e dell’espressione visiva.

Questa esplorazione affonda nelle profonde acque della sua eredità, rivelando come Man Ray non sia stato solo un maestro della fotografia sperimentale e di moda, ma anche un pittore, regista, poeta, saggista e filosofo che ha guidato il modernismo americano.

Attraverso il suo straordinario talento, ha plasmato il destino dell’arte visiva, spingendo i confini della creatività verso dimensioni fino ad allora inesplorate.

Un viaggio attraverso il suo mondo ci condurrà attraverso opere che rivelano il potere dell’immagine oltre il semplice ritratto. Le sue fotografie sono finestre verso mondi intricati, dove l’arte si fonde con l’essenza stessa della luce.

Dalle icone dell’epoca come Kiki, a creazioni audaci come i RAYOGRAMMI, siamo invitati ad immergerci in un regno fatto di emozioni, provocazioni e visione artistiche.

Oltre alla pittura con la luce, Man Ray ha dipinto con le parole, con le idee, e con l’energia indomita che caratterizza coloro che osano rompere le catene dell’arte convenzionale.

Questo articolo è diviso in due parti: nella prima vi condurrò in un viaggio nella vita e nelle opere di Man Ray, aprendo una finestra sulla mente di un visionario che ha plasmato il corso della storia dell’arte; nella seconda invece, vi spiegherò quello che Man Ray ha insegnato a me sulla fotografia e sulla pittura.

Dall’illuminazione delle rayographs all’influenza del dadaismo, scopriremo le lezioni preziose che l’artista ci ha insegnato sulla sull’arte stessa. Preparati ad esplorare l’arte visiva attraverso gli occhi di un rivoluzionario, mentre ci immergiamo nell’universo creativo di Man Ray.

I GRANDI FOTOGRAFI

MAN RAY: QUELLO CHE MI HA
INSEGNATO SULLA FOTOGRAFIA

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1) LA VITA E LE OPERE

Man Ray è stato un’artista poliedrico: pittore, regista, poeta, saggista, filosofo e leader del modernismo americano.

Il suo impatto nell’ambito delle arti visive è stato profondo, conosciuto non solo per la documentazione dell’élite culturale parigina, ma anche per il suo costante sforzo nel superare i limiti formali dell’arte visiva.

La vita e l’arte di Ray hanno sempre suscitato provocazione, coinvolgimento e stimolo creativo.

Nato nel 1890, Man Ray ha trascorso la maggior parte della sua giovinezza a Brooklyn. Figlio maggiore di un sarto ebreo immigrato, ha disertato il percorso universitario per abbracciare la vita bohémien artistica nell’adeguata Manhattan.

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Nel contesto di New York, Man Ray ha dato inizio alla sua carriera artistica, incontrando alcune delle figure più influenti dell’epoca. I rudimenti della fotografia gli furono insegnati da Alfred Stieglitz, un mercante d’arte e fotografo di spicco, e da lì ha iniziato a esplorare le svariate possibilità del medium.

Nel 1914, Man Ray ha unito la sua vita a quella del poeta belga Adon Lacroix, e poco dopo ha incrociato il cammino dell’artista sperimentale Marcel Duchamp.

Duchamp sarebbe poi diventato una delle più significative influenze di Man Ray, oltre che un caro amico e collaboratore. In tandem, i due hanno cercato di portare una ventata di freschezza dai movimenti artistici sperimentali europei verso l’America.

Tra questi movimenti, il più vivace e incisivo è stato il Dadaismo.

Questo movimento ha cercato di creare delle opere talmente assurde da destabilizzare la percezione del pubblico, attingendo ad oggetti di uso quotidiano e presentandoli come opere d’arte finite.

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Work of Hannah-Höch (Dada Artist)

Tuttavia, Man Ray giudicava che la sperimentazione dadaista non fosse in grado di competere con l’energia selvaggia e caotica di New York. In un passo memorabile, scrisse: “Dada non può sopravvivere a New York. Tutto New York è dada e non tollererà un rivale”.

Dopo la rottura con la moglie, Man Ray decise di abbandonare New York nel 1921, dirigendosi verso Parigi.

Questo spostamento fu accompagnato da un flusso continuo di storie d’amore tempestose e spesso complicate. Attraverso la guida di Duchamp, Man Ray entrò in contatto con alcuni degli artisti e pensatori più vibranti di Parigi.

Nonostante le iniziali difficoltà linguistiche, fu accolto all’interno di questo circolo e si affermò come fotografo non ufficiale.

Tra i numerosi modelli di questo periodo spiccano nomi illustri come Pablo Picasso, Ernest Hemingway, Salvador Dalì, Gertrude Stein, James Joyce e la celebre interprete Kiki di Montparnasse, che fu la musa, modella e amante costante di Ray per ben sei anni.

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Tra le sue fotografie più celebri dell’epoca, spiccano molte ritraenti Kiki.

Le immagini di Kiki da Man Ray utilizzano spesso il contorno del suo corpo per rappresentare altri oggetti. Questo interesse per il minimalismo e l’astrazione si manifesta nei suoi esperimenti con ciò che egli stesso ha denominato rayographs.

I rayographs consistono nell’appoggiare oggetti tridimensionali o una serie di oggetti su un foglio di carta fotografica e sottoporli all’esposizione alla luce.

Queste immagini offrono una rappresentazione lirica e impressionista di oggetti quali corde, lampadine e puntine da disegno. Numerosi artisti hanno accolto positivamente l’audace connubio di minimalismo, possibilità ed eccentricità che caratterizzava Man Ray.

Nel 1922, ha pubblicato il suo primo libro intitolato The Delightful Fields.

Durante gli anni ’30, Man Ray proseguì con la pittura, la scultura e la realizzazione di ritratti, mantenendo un legame con il movimento surrealista e condividendone la propensione all’immaginazione sfrenata.

Pur essendo profondamente immerso nella scena artistica francese, la Seconda Guerra Mondiale lo costrinse a lasciare Parigi per trasferirsi ad Hollywood. In questa città si stabilirono numerosi artisti, musicisti e scrittori espatriati, e Man Ray vi trascorse un decennio dedicandosi alla fotografia di moda.

Attraverso un utilizzo audace dell’illuminazione e una rappresentazione minimalista, creò fotografie di moda radicalmente diverse da qualsiasi altra esistente, rivoluzionando questa disciplina per sempre.

Tuttavia, il cuore di Man Ray batteva ancora per Parigi, la città che aveva nutrito la sua vena creativa.

Così, dopo la guerra, e ormai sposato con una giovane ballerina di nome Juliet Brown, fece ritorno nella città che amava. Qui trascorse i successivi venticinque anni, dando vita a dipinti, sculture, film e fotografie. Man Ray si spense l’18 novembre 1976, all’età di ottantasei anni.

Un grande artista e agitatore del suo tempo, sarà ricordato non solo per le sue opere affascinanti e sperimentali, ma anche per il ruolo cruciale che ha giocato nell’incoraggiare la rivoluzione artistica.




2) LE SUE OPERE PIÙ FAMOSE: I RAYOGRAMMI

Chi non ha passato, non ha futuro!

Man Ray

Un capitolo significativo nell’eredità artistica di Man Ray è stato scritto attraverso i RAYOGRAMMI, un’espressione di arte astratta e lirica che ha affascinato il mondo dell’arte.

Introdotti da Man Ray come un modo unico ed esplorativo di creare immagini, i rayogrammi hanno dato vita a una forma di espressione visiva che sfidava le convenzioni e trasmetteva un senso di mistero e suggestione.

La tecnica dei rayogrammi coinvolgeva il posizionamento di oggetti tridimensionali su un foglio di carta fotografica, che veniva poi esposta alla luce.

Questa procedura magica trasformava gli oggetti in contorni eterei, catturando l’essenza stessa della luce e del movimento. I risultati erano immagini affascinanti, con un tocco di sfumature e dettagli unici che davano vita a un’esperienza visiva sorprendente.

Man Ray ha sapientemente guidato questa tecnica per creare opere d’arte straordinarie.

Le corde, le lampadine e le puntine da disegno divenivano elementi di un mondo visivo inaspettato, dove la realtà si mescolava all’immaginazione. I rayogrammi diventavano una sorta di danza tra l’oggetto e la luce, creando composizioni fluide e suggestive che invitavano l’osservatore a esplorare e interpretare.

Attraverso i RAYOGRAMMI, Man Ray ha esplorato le profondità dell’arte astratta, trasformando oggetti comuni in opere d’arte che sfidavano la percezione e stimolavano la mente.

Questa tecnica rappresenta un passo audace verso la sperimentazione e la liberazione creativa, riflettendo l’approccio innovativo e non convenzionale di Man Ray all’arte fotografica e visiva.

I RAYOGRAMMI sono un’altra testimonianza del suo desiderio insaziabile di esplorare nuovi orizzonti espressivi, confermando la sua posizione come uno dei grandi pionieri dell’arte moderna.

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Ecco 3 lezioni che ho imparato dalla sua fotografia:

1) SPERIMENTA ED INNOVA

Man Ray, con la sua fervida passione per l’innovazione, ha spazzato via le convenzioni artistiche del suo tempo come un vento fresco che solleva il velo dell’ordinario.

La sua sete insaziabile di esplorare nuovi orizzonti ha gettato le basi per uno dei suoi insegnamenti più preziosi: la sperimentazione e l’innovazione come chiavi per sbloccare l’immaginazione.

Laddove molti vedevano la fotografia come un mero strumento per catturare la realtà, Man Ray lo considerava come una tela su cui dipingere con la luce stessa.

L’arte della doppia esposizione, delle sovraimpressioni e dei fotogrammi, ha creato nuove dimensioni visive in cui il reale e il surreale si intrecciavano in un connubio affascinante.

La sua abilità di trasformare oggetti comuni in opere d’arte sorprendenti rivelava l’importanza di liberare la mente dalla morsa delle aspettative e di abbracciare l’ignoto con entusiasmo.

Inoltre, l’approccio di Man Ray all’arte, influenzato dal movimento dadaista, è stato un balzo audace nel regno dell’assurdo. La creazione di opere d’arte che disturbavano la percezione tradizionale aveva lo scopo di scuotere la mente, facendo emergere pensieri e sentimenti nascosti.

Man Ray mi ha insegnato che la sperimentazione e l’innovazione non sono solo mezzi per creare opere d’arte, ma strumenti per rivelare ciò che giace al di là della superficie.

In sintesi, Man Ray ha dimostrato che solo attraverso il coraggio di sperimentare e rompere con le convenzioni possiamo veramente liberare l’immaginazione e creare delle opere che ci parlino e parlino all’umanità stessa.

La sua eredità ci sfida ad esplorare l’ignoto, a creare l’inesplorato e a rimanere aperti a nuove idee.

2) L’IMPORTANZA DELLA LUCE

Man Ray, mago delle sfumature visive, ha rivelato un profondo insegnamento nell’arte della fotografia: l’importanza cruciale della luce come mezzo di trasformazione e creazione.

Oltre al suo ruolo tecnico nel processo fotografico, la luce ha rappresentato un’entità vivente che plasmava le emozioni e la narrazione all’interno delle opere di Man Ray.

Le sue fotografie, sinfonie di luci e ombre, testimoniano l’abilità di Man Ray di far danzare la luce intorno ai soggetti, creando una profonda connessione emotiva.

Attraverso l’uso sapiente della luce naturale e artificiale, è riuscito a catturare l’anima di ciò che fotografava, donando alle sue opere un’aura di mistero e suggestione.

Un esempio emblematico è la serie di ritratti di Kiki, in cui la luce si fonde con il suo corpo in una sinfonia di contorni e tonalità. Man Ray ha dimostrato che la luce non è solo una fonte di illuminazione, ma un mezzo attraverso cui esprimere l’intimità e l’essenza di un soggetto.

Le sfumature luminose raccontano storie nascoste, rivelando l’animo profondo dei ritratti.

Inoltre, il gioco di luce di Man Ray è stato esemplificato nei RAYOGRAMMI, in cui la luce stessa diveniva protagonista. L’illuminazione ha trasformato oggetti ordinari in contorni eterei, rivelando la loro essenza in un gioco di luci e ombre.

Questo ci insegna che la luce non solo rivela, ma scolpisce e plasma la realtà, conferendo significato attraverso l’arte dell’illuminazione.

Man Ray ha anche sfidato le convenzioni con la sua abilità di creare giochi di luce e riflessi che creavano illusioni ottiche. Questi giochi, come nel celebre Le violin d’Ingres, hanno dimostrato che la luce può essere modellata per manipolare la percezione e creare una nuova realtà artistica.

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3) DIETRO AD OGNI SCATTO CI DEVE ESSERE UN MESSAGGIO

Quel che conta è l’idea non la macchina fotografica!

Man Ray

Man Ray, oltre a essere un maestro della tecnica fotografica, ha introdotto un’intrigante dimensione concettuale alle sue opere, rivelando un insegnamento cruciale sull’arte: il potere del concetto e del messaggio nell’arricchire il significato e l’esperienza dell’immagine.

Oltre alla bellezza superficiale, le fotografie di Man Ray sono portatrici di storie profonde e messaggi sottili.

Ogni scatto racchiude una narrazione, spesso sfuggente e suggestiva, che invita lo spettatore ad interpretare e a scrutare al di là della superficie. Prendiamo un’altra volta il celebre Il violino di Ingres, in cui il corpo di Kiki è trasformato in uno strumento musicale.

Oltre alla sua evidente ironia, l’opera getta luce su temi di identità, trasformazione e il potere della rappresentazione artistica.

Il concetto di Man Ray si manifesta anche nei rayogrammi, dove la scelta degli oggetti e la loro disposizione diventano veicoli di emozioni e riflessioni profonde. Le corde, le lampadine e le puntine da disegno si trasformano in simboli di mistero e suggestione, invitando lo spettatore a decifrare il significato nascosto dietro le forme astratte.

Inoltre, il suo coinvolgimento con il movimento dadaista ha rafforzato la sua capacità di trasmettere messaggi audaci e perspicaci attraverso l’arte.

Man Ray si è unito al movimento dadaista nella loro missione di sfidare le norme e sconvolgere le aspettative. Le sue opere, come Le cadeau in cui un ferro da stiro è trasformato in un oggetto minaccioso, sottolineano il potere della trasformazione concettuale e l’abilità di rendere il comune straordinario.

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Man Ray ci insegna che l’arte non è solo un’immagine statica, ma una finestra su un mondo interiore ricco di significato e interpretazioni. L’arte può essere uno specchio dei nostri pensieri, delle nostre emozioni e delle nostre riflessioni più profonde.

Ogni fotografia di Man Ray è un puzzle affascinante che ci sfida a cercare il messaggio nascosto, a esplorare il concetto dietro l’immagine e a scoprire l’anima che danza tra le sfumature della luce.

La lezione qui è che un’immagine può essere un portale verso l’intelletto e l’emozione umana, e che l’artista ha il potere di plasmare il concetto e il messaggio per creare un dialogo eterno con il pubblico.

4) ROMPI LE REGOLE

Man Ray è stato, innanzitutto, un ribelle.

Un’anima ardente che ha scelto di sfidare audacemente le regole artistiche del suo tempo e, nel farlo, ha insegnato al mondo un prezioso insegnamento: il valore di rompere le regole per dar vita a nuove forme di espressione.

Fin dai suoi primi passi nel mondo dell’arte, Man Ray ha dimostrato una propensione a infrangere le convenzioni e ad abbracciare la sperimentazione. Questo spirito di ribellione si è manifestato in modo evidente nella sua associazione con il movimento dadaista.

Il dadaismo era un atto di sfida all’ordine stabilito, un grido contro la razionalità convenzionale. Man Ray ha portato questa energia ribelle nei cuori delle sue opere, trasformando oggetti comuni in simboli di stravaganza e umorismo sottile.

Inoltre, la sua sfida all’arte tradizionale è stata esemplificata dal suo lavoro di sperimentazione con la tecnica del fotogramma, creando così un nuovo mondo di possibilità artistiche.

Questa sfida al dogma ha reso possibile una forma d’arte senza confini, in cui l’immagine non era più limitata alla rappresentazione precisa della realtà, ma poteva vagare liberamente nei territori dell’immaginazione.

Man Ray ci ha insegnato che rompere le regole non è solo un atto di sfida, ma un modo per liberare la creatività e aprire le porte alla scoperta. Egli ci spinge a superare i limiti dell’aspettativa, a cercare nuovi sentieri e a abbracciare l’ignoto.

Il suo spirito ribelle ci sprona a sfidare le convenzioni, a rompere i confini della normalità e a lasciare un’impronta unica e indelebile nel mondo dell’arte.

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CONCLUSIONI

Man Ray, con la sua mente ribelle e il cuore creativo, ha lasciato un’impronta profonda nell’arte e nell’anima umana. Attraverso le sue fotografie sperimentali, i rayogrammi illuminati, e la sua continua sfida alle regole convenzionali, ci ha insegnato un prezioso insieme di lezioni che risplendono come stelle nel firmamento dell’immaginazione.

In definitiva, l’eredità di Man Ray brilla come un costellazione di insegnamenti che ci spingono ad abbracciare l’arte come un viaggio infinito.

Attraverso la sperimentazione e l’innovazione, la luce e il concetto, la ribellione contro le regole, ci ha mostrato come l’arte può andare oltre i confini della percezione, oltre i limiti del tempo.

Man Ray ci ha insegnato che l’arte è un richiamo alla nostra natura più profonda, un’esplorazione dell’umano e del divino, un’eterna danza di creatività e intuizione che risuona nelle profondità del cuore e dell’anima di chi guarda e ascolta.

Evviva Man Ray!!!

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